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Benvenuti nel blog di Relax & Wine Tour - Degustazione Vino. Qui troverete un mix di degustazioni, esperienze enogastronomiche, visite in cantina e momenti di puro relax, il tutto raccontato con un tono formale ma al contempo divertente, rilassante ed educativo.

Degustazioni indimenticabili

Immergetevi nel mondo delle degustazioni con le nostre foto, storie ed osservazioni. Esploreremo insieme i territori vitivinicoli del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, svelandovi i segreti dei vini nazionali ed internazionali che vi proponiamo. Il nostro obiettivo? Trasformare la vostra passione in una giornata di relax e gusto.

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Relax tra i vigneti

Scoprite i nostri angoli di paradiso, dove il relax si fonde con la passione per il vino. Attraverso foto, storie ed osservazioni, vi guideremo in un percorso sensoriale unico, con l'obiettivo di farvi vivere esperienze indimenticabili nei territori vitivinicoli del Veneto e del Friuli Venezia Giulia attraverso il gusto.


 

Newsletter N.6/2026 Anno I

Oggetto: ☀️ Solstizio, vigne vulcaniche e un calice per l'estate

 

 

Il "dietro le quinte": Un filo rosso tra Commendator Pozzobon, Società Agricola Tessere e i Colli Euganei

Prima di immergerci nella storia, lasciatemi fare un passo indietro per riannodare i fili delle nostre ultime tappe.

Sabato 9 maggio ci siamo ritrovati da Cantine Commendator Pozzobon per una delle nostre degustazioni.

Eravamo in pochi, appassionati, ed è stato splendido così: un'atmosfera intima che ci ha permesso di "tessere" non solo racconti e dinamiche vitivinicole, ma di entrare dentro il calice con una micro-esplorazione sartoriale, quasi privata.

Chi c'era sa di cosa parlo; chi non c'era ha perso un momento di pura condivisione.

Il viaggio è poi proseguito sabato 30 maggio, dove abbiamo cambiato scenario per immergerci nell'accoglienza della Società Agricola Tessere.

Lì il racconto si è fatto ancora più vivo, toccando con mano la materia, la vigna e l'identità del territorio.

Questi appuntamenti, così diversi ma così complementari, nascono proprio per questo: per sperimentare, stringere legami, fare cultura e preparare i sensi a qualcosa di ancora più grande.

Se vi è dispiaciuto, per vari motivi, perdere questi ultimi calici, o se volete ritrovare quell'energia, c'è un grande appuntamento all'orizzonte: la mattina dalle 11:00 di domenica 21 giugno saremo alla cantina Maeli, sui Colli Euganei.

Sarà il giorno perfetto – il giorno del solstizio – per celebrare insieme la luce, la terra e, naturalmente, una selezione di vini straordinaria.

I posti, come sempre, saranno limitati a n.20.

Nel frattempo, per capire da dove nasce questa nostra urgenza di ritrovarci e brindare proprio in questo periodo dell'anno, dobbiamo fare un viaggio indietro nel tempo.

Ed ecco perché...

1. L'Editoriale: Il risveglio dell'estate in vigna

 

 

Giugno è il mese del solstizio, il momento in cui la natura dà il massimo della sua energia. In vigna questo è un periodo frenetico e bellissimo: la fioritura è ormai completata, inizia l’ allegagione e i piccoli acini iniziano a formarsi.

È il momento in cui si decide il futuro dell'annata.

Questo mese ci ricorda l'importanza di saper aspettare, rispettando i tempi della natura senza forzarli.

Prendetevi un momento di pausa, stappate una bottiglia fresca e godetevi queste giornate lunghe.

L'Antichità: Il vino come mediatore cosmico e i misteri del Solstizio

Nelle civiltà classiche del Mediterraneo, il solstizio d'estate (il trionfo della luce) e quello d'inverno (la rinascita del sole) erano intrinsecamente legati al ciclo della vite.

Il mito di Dioniso/Bacco: Nell'antica Grecia e a Roma, la vite era la pianta sacra per eccellenza.

Il solstizio d'estate rappresentava il momento in cui l'uva accumulava l'energia solare che si sarebbe poi trasformata in "sangue della terra".

I rituali dionisiaci e i Bacchanalia romani usavano il vino per raggiungere l'estasi, uno stato di comunione con la natura nel suo momento di massimo splendore.

I fuochi di mezza estate: Anticamente, i falò solstiziali servivano a dare "forza" al sole che cominciava a decrescere.

In questi fuochi rituali venivano spesso versate libagioni di vino per propiziare un raccolto abbondante durante la successiva vendemmia autunnale.

L'Italia: Crocevia di tradizioni e il passaggio a San Giovanni

In Italia, la transizione dall'antichità pagana al cristianesimo ha mantenuto intatto il legame tra solstizio e vino, semplicemente cambiando i "protagonisti" formali.

La notte di San Giovanni (24 giugno): È il solstizio d'estate cristianizzato.

In tutta Italia (dalle Langhe alla Sicilia), questa notte è considerata magica.

È il momento in cui si raccoglievano le noci acerbe, ancora bagnate dalla "guazza" (la rugiada solstiziale), per metterle a macerare nell'alcol o nel vino e produrre il Nocino, un liquore rituale e terapeutico.

Il vino dei Romani: Già Plinio il Vecchio descriveva come i romani celebrassero la dea Fors Fortuna intorno al solstizio d'estate (24 giugno per il calendario romano), recandosi in barca lungo il Tevere verso i templi dedicati alla dea, consumando grandi quantità di vino in un clima di totale festa popolare.

L'Europa: Il sincretismo culturale e i vini del solstizio

Nel resto d'Europa, specialmente nelle regioni a forte vocazione vitivinicola come la Francia, la Germania e la penisola iberica, il solstizio d'estate unisce l'Europa sotto un unico grande rito collettivo.

I "Vini di San Giovanni" in Europa centrale: In Germania e in Alsazia (Francia), esiste la tradizione di benedire il vino durante il solstizio d'estate o d'inverno (legato a San Giovanni Evangelista a dicembre). Bere il Johanneswein (Vino di San Giovanni) era un rituale paneuropeo per augurarsi salute, amore e un buon viaggio.

La notte di San Juan in Spagna: Nelle zone vinicole come la Rioja o la Galizia, i falò del solstizio d'estate sono accompagnati dal consumo di vino locale. Il vino diventa lo strumento di coesione sociale che celebra la fine della primavera e l'inizio del duro lavoro estivo nei campi.

In sintesi:

Il vino e il solstizio rappresentano il perfetto punto d'incontro tra l'uomo, il cosmo e la terra.

Dall'antichità a oggi, in Italia e in Europa, il solstizio celebra il picco della luce solare, e il vino non è altro che quella stessa luce solare imprigionata e resa liquida attraverso la linfa della vite.

Un filo conduttore millenario che trasforma un fenomeno astronomico in una festa della terra e della civiltà.

2. Focus Vitigni: L'eleganza senza tempo del Timorasso e l'orgoglio della Freisa

 

 

Nel panorama vitivinicolo italiano esistono gemme nascoste che non inseguono le mode del momento, ma parlano la lingua della terra e della longevità.

Questo mese voglio portarvi in Piemonte per approfondire due vitigni straordinari, antichi e fieri, che incarnano perfettamente l'idea di un lusso discreto, fatto di dettagli e carattere: il Timorasso e la Freisa.

Il Timorasso e la sfida del tempo: Se pensate che i grandi vini bianchi da invecchiamento siano una prerogativa solo oltreconfine, il Timorasso vi farà ricredere.

Salvato dall'estinzione grazie alla lungimiranza di pochi pionieri, questo vitigno a bacca bianca regala vini di grandissima struttura, quasi monumentali.

In gioventù si presenta fine, con cenni di frutta a polpa gialla e fiori bianchi, ma è con il passare degli anni che compie la sua vera magia.

Sviluppa una spiccata acidità e una scia minerale che evolve verso note idrocarburiche, di idromele e pietra focaia, ricordando la complessità dei grandi Riesling.

Un bianco verticale, profondo, perfetto per chi cerca un sorso che sa emozionare e resistere al tempo.

La Freisa e la freschezza ritrovata: Spostandoci sui rossi, la Freisa rappresenta l'anima più autentica e storica del territorio piemontese.

Spesso lasciata nell'ombra da parenti più celebri, sta vivendo una splendida riscoperta da parte di chi sa guardare oltre le apparenze.

È un vitigno dal carattere forte: i suoi tannini sono vibranti, decisi, e la sua spiccata acidità naturale la rende incredibilmente gastronomica.

Al naso e in bocca esplode con note croccanti di piccoli frutti rossi, lampone, marasca e una caratteristica sfumatura speziata di pepe nero.

Servita alla giusta temperatura, leggermente rinfrescata, la Freisa diventa la dimostrazione di come un grande vino rosso possa coniugare struttura e una straordinaria, insospettabile freschezza estiva.

Due vitigni identitari, lontani dal gusto omologato, che celebrano il lavoro artigianale e la biodiversità nel calice.

3. L'Incontro: Sabato nel Vigneto Vulcanico – Degustazione Esclusiva da Maeli (Colli Euganei)

 

 

Ci sono luoghi in cui la terra non si limita a nutrire la vite, ma le impone una vera e propria identità.

I Colli Euganei sono uno di questi: un antico arcipelago di isole vulcaniche oggi immerse nel verde, dove il suolo composto da trachite, calcare e argille dona ai vini una longevità e una tensione minerale introvabili altrove.

Domenica 21 giugno, alle ore 11:00 precise, vi invito a vivere un'esperienza pensata per chi vuole andare oltre la semplice degustazione del sabato sera.

Saremo ospiti di Maeli, una cantina iconica che ha fatto della valorizzazione del territorio vulcanico e del Fior d'Arancio (nella sua incredibile veste secca e metodo classico) una vera e propria missione artistica.

Ecco cosa faremo insieme:

La Geologia nel Calice: Inizieremo con una spiegazione guidata tra i filari, accarezzati dalla luce più bella della mattina.

Toccheremo con mano la terra per capire come la roccia vulcanica influenzi direttamente l'eleganza, la sapidità e lo straordinario potenziale di evoluzione di questi vini.

La Degustazione Tecnica Guidata: Ci siederemo per un tasting approfondito e intimo.

Analizzeremo insieme le espressioni più identitarie e coraggiose della cantina, sviscerando i profumi, la struttura e i segreti evolutivi di calici che sanno raccontare il vulcano con una finezza spiazzante.

Non sarà un evento affollato.

Ho voluto mantenere il gruppo molto ristretto (n.20 posti) per potervi seguire calice dopo calice, rispondere a ogni curiosità tecnica e confrontarci come veri appassionati. Proprio per questo, i posti sono limitatissimi e si esauriranno in fretta.

👉 Le iscrizioni sono aperte da questo momento: rispondi direttamente a questa email con scritto:

“vorrei partecipare”

per bloccare il tuo posto e ricevere i dettagli logistici.

Lasciati sorprendere dall'energia del vulcano.

4. Il Consiglio del Sommelier: La temperatura di servizio (e il falso mito della "temperatura ambiente")

 

 

Con l'arrivo del caldo di giugno, si ripresenta puntuale uno degli errori più comuni e fatali della degustazione domestica: servire i vini bianchi gelati e i rossi caldi.

Spesso ci si affida a vecchi retaggi o a frasi fatte come "il rosso va bevuto a temperatura ambiente", dimenticando che questo concetto è nato nei secoli scorsi, quando le stanze dei castelli o delle case in pietra non superavano mai i 16 ‘C – 18 ‘C

Oggi, con le nostre case che a giugno sfiorano o superano i 25 ‘C, servire un vino a "temperatura ambiente" significa letteralmente rovinarlo.

Cosa succede se il vino è troppo caldo?

Nei rossi, il calore eccessivo fa evaporare l'alcol molto più velocemente. Al naso e in bocca avvertirete solo una fastidiosa sensazione pseudocalorica e pungente, che coprirà completamente la finezza del frutto, i profumi terziari e l'eleganza dei tannini.

Il vino sembrerà pesante, stancante e privo di dinamica.

Cosa succede se il vino è troppo freddo?

Nei bianchi, se scendiamo sotto i 6 ‘C – 7 ‘C (la classica temperatura del frigorifero di casa), creiamo un vero e proprio shock termico che anestetizza i profumi.

I composti aromatici si bloccano, mentre le durezze del vino – come l'acidità e la sapidità – vengono accentuate a dismisura, rendendo il sorso sbilanciato e aggressivo.

Il mio consiglio pratico per giugno:

Non abbiate paura di rinfrescare i rossi.

Un rosso giovane, d'annata e con tannini delicati (come la Freisa di cui parlavamo sopra) dà il meglio di sé tra i 14 ‘C e i 16 ‘C: bastano 15-20 minuti in un secchiello con acqua e ghiaccio (o mezz'ora nel ripiano meno freddo del frigo) prima di servirlo.

Per i grandi bianchi complessi e strutturati, invece, dimenticate il gelo: serviteli intorno ai 10 ‘C - 12 ‘C.

Solo così permetterete al calice di aprirsi, respirare e rivelare tutta la sua stratificazione aromatica.

Il vino ringrazierà, e il vostro palato pure.

5. Abbinamento Stagionale: La cucina d'estate incontra l'energia vulcanica

 

 

Giugno porta con sé il desiderio di una cucina più fresca, immediata e leggera.

La terra ci regala le prime verdure croccanti dell'orto estivo e le tavole iniziano a profumare di mare.

Quando ci troviamo di fronte a piatti estivi, la sfida principale del sommelier è trovare un vino che sappia rinfrescare il palato, pulirlo con delicatezza e rilanciare il sorso, senza sovrastare la materia prima.

La risposta perfetta a questa esigenza gastronomica risiede proprio nei vini nati da suoli vulcanici.

Il piatto ideale: Pensate a un polpo verace scottato su crema di patate ed erbe spontanee, a uno spaghettone trafilato al bronzo alle vongole e finocchietto selvatico, oppure a una sformata di verdure stagionali arricchita con formaggi freschi di capra.

Piatti apparentemente semplici, ma caratterizzati da una spiccata tendenza dolce (le patate, i carboidrati della pasta, i molluschi) o da una leggera grassezza.

Il perché dell'abbinamento: Per contrastare queste caratteristiche e pulire la bocca, abbiamo bisogno di un vino che non punti sulla morbidezza o su note lignee invasive, ma sulla freschezza e, soprattutto, sulla sapidità.

I vini da suolo vulcanico – come quelli che degusteremo insieme da Maeli – possiedono una spina dorsale acida e una scia minerale salina quasi salmastra. Questa combinazione agisce come un vero e proprio "idropulsore" sul palato: sgrassa la componente dolce del piatto, ne esalta la freschezza e lascia la bocca perfettamente pulita, pronta per il boccone successivo.

Il mio consiglio per le vostre cene di giugno? Scegliete la purezza e la verticalità di un bianco vulcanico autoctono.

Sarà capace di trasformare una semplice cena all'aperto in un momento di pura eleganza.

Ci vediamo tra i filari per vivere insieme l'energia del vulcano. I posti per la mattinata da Maeli del 21 giugno sono davvero contati, quindi se vuoi esserci rispondi ora a questa email.

Un caro saluto,

A presto e... buoni sorsi!

ORLANDO FEDERICO

3282479003

Sommelier prof. & Wine Tour Leader

 


Alla scoperta del Raboso: Masterclass Tecnica e Visita Vigneto e Cantina

Il countdown è iniziato.
Il
30 maggio vi porto nel cuore della tradizione vitivinicola locale per un evento pensato per chi vuole andare oltre il semplice calice: una Masterclass Tecnica con Visita Vigneto e Cantina dedicata a uno dei vitigni più iconici, fieri e storici del nostro territorio: il Raboso.

Sarà un viaggio dinamico e approfondito, un'occasione unica per toccare con mano la terra dove questo vino prende vita e capirne l'evoluzione tecnica, dalla vigna al calice.

Il Programma:

L'evento è stato strutturato per offrire un'esperienza immersiva e professionale, ma con il tono conviviale che contraddistingue i nostri appuntamenti:

• La Visita tra i Filari: Inizieremo direttamente nel vigneto della Società Agricola Tessère. Osserveremo da vicino la gestione della vite, lo sviluppo vegetativo in questo periodo dell'anno e capire come le scelte agronomiche influenzino il carattere finale del vino.

La Masterclass Tecnica: Ci sposteremo poi in cantina per il cuore pulsante dell'evento. Guidati passo dopo passo, analizzeremo le caratteristiche del Raboso attraverso una degustazione mirata. Non parleremo solo di profumi, ma smonteremo e rimonteremo il vino dal punto di vista tecnico: acidità, tannino, potenziale di affinamento e metodologie di vinificazione.

Perché partecipare?

Questo appuntamento non è la solita degustazione turistica. È pensato per te se:

• Vuoi approfondire la conoscenza dei vitigni storici e autoctoni.

• Desideri sviluppare o affinare le tue competenze di degustazione tecnica.

• Vuoi capire il legame indissolubile tra il lavoro del vignaiolo in campo e il profilo sensoriale nel calice.

Dettagli e Prenotazioni

Per garantire l'alto profilo tecnico dell'esperienza e permettere a tutti i partecipanti di interagire attivamente, i posti sono strettamente limitati.

Quando: Sabato 30 Maggio 2026 ore 10:00

Dove: Società Agricola Tessère

            via Bassette, 51 Noventa di Piave ve

Quota di partecipazione: 30,00 € (comprensiva di visita vigneto e cantina , masterclass tecnica

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ISCRIZIONI ENTRO IL 25/05/2026